Los abrazos rotos
Quello che ho preferito del film “Los abrazos rotos” di Pedro Almodóvar.
La prima inquadratura in cui, riflesso nelle pupille di una ragazza, vediamo per la prima volta Mateo.
La scena in cui Mateo poggia le mani sullo schermo televisivo nel tentativo di oltrepassarlo e di cogliere gli ultimi istanti della vita di Lena, ripresi amatorialmente. L’inquadratura delle mani di Mateo e, sullo sfondo, il video sgranato in cui Lena lo bacia per l’ultima volta prima di morire.
La presenza forte quasi aggressiva delle scenografie, utilizzate per caricare e amplificare gli stati d’animo dei personaggi (l’utilizzo dei quadri pop raffiguranti ora pistole ora coltelli nei momenti di maggior tensione).
Il finale con l’iris sfumato che si chiude sui volti dei tre protagonisti, uno accanto all’altro in sala editing.
Il film di Almodovar è fatto di sentimenti semplici e di piccole rivelazioni. Un film onesto, di grande artigianato, diretto con cura e immutata passione.
Perchè al cinema ogni storia vale sempre tanto da essere raccontata.

